Cartello di pericolo mine antiuomo UXO in un campo del Laos – ordigni inesplosi

Mine antiuomo e anti bambini: i numeri globali e la storia di No War Factory

In circa 60 nazioni a livello globale le mine antiuomo rappresentano ancora una minaccia per la sicurezza di persone e animali. A decenni di distanza dalla fine dei conflitti, la loro rimozione rimane un processo costoso e pericoloso. L’aspetto più agghiacciante: il 40-50% delle vittime sono bambini.

Cartello di pericolo mine antiuomo UXO in un campo del Laos – ordigni inesplosi
I cartelli di pericolo UXO sono ancora una presenza quotidiana in molte zone rurali del Laos.

I numeri delle mine antiuomo nel mondo

Secondo il rapporto annuale delle Nazioni Unite, le mine antiuomo hanno ucciso o ferito gravemente:

  • 🔴 6.500 persone nel 2019
  • 🔴 7.073 persone nel 2020
  • 🔴 5.554 persone nel 2021

I numeri reali potrebbero essere molto più alti: molte vittime nelle aree rurali non vengono mai segnalate. I paesi più colpiti includono Afghanistan, Angola, Bosnia ed Erzegovina, Cambogia, Colombia, Egitto, Laos, Iraq, Libano, Libia, Mozambico, Nicaragua, Siria, Somalia e Yemen.

Bombe a grappolo cluster bomb inesplose in Laos – ordigni UXO
Le bombe a grappolo (cluster bomb) sono tra gli ordigni più pericolosi: piccole, colorate, spesso scambiate per giocattoli dai bambini.

Il difficile sminamento del Laos

Il Laos è il paese più bombardato pro capite della storia. Tra il 1964 e il 1973, gli Stati Uniti sganciarono oltre 2 milioni di tonnellate di ordigni esplosivi su questo territorio. Più di 270 milioni di sub-munizioni ricavate da bombe a grappolo colpirono il Laos. Di queste, circa 80 milioni non sono mai esplose.

Da allora:

  • 🔴 50.000 civili uccisi o mutilati da incidenti UXO
  • 🔴 Almeno 20.000 vittime dalla fine della guerra nel 1973
  • 🔴 La metà delle vittime sono bambini, attratti dalle piccole bombe a grappolo che sembrano giocattoli

Ancor oggi, tra le cascate e le strade silenziose di Luang Prabang, una visita all’UXO Lao Visitor Center apre gli occhi sulla portata di questa tragedia silenziosa.

Esperto di sminamento MAG con metal detector in un campo del Laos – bonifica ordigni inesplosi
Gli esperti di sminamento della MAG scandagliano il terreno metro per metro con metal detector, un lavoro lento e pericoloso.

La testimonianza diretta: la storia dell’artigiano di Ban Naphia

“Uno dei bambini aveva trovato quella che pensava essere solamente una palla di metallo e aveva preso a giocarci tirandola in aria e riprendendola al volo. Quando il maestro se ne era accorto ormai era troppo tardi: la cluster esplose andando in mille pezzi e uccidendo tutti sul posto, tutti tranne uno.” — Massimo Moriconi, fondatore di No War Factory

Il bambino sopravvissuto è oggi uno degli artigiani di Ban Naphia che collabora con No War Factory. Il suo viso porta ancora i segni di quella devastante esplosione. Nel suo corpo ci sono ancora schegge di metallo che i medici non sono riusciti a rimuovere.


Gioielli dalle mine inesplose: nasce No War Factory

Nel 2017, Massimo Moriconi e Serena Bacherotti si avvicinano alle comunità della Piana delle Giare in Laos. Qui gli artigiani già riciclavano l’alluminio degli ordigni per produrre utensili. L’idea: convincerli a creare stampi per monili, collane, bracciali, orecchini.

Con una tecnica chiamata “a staffa” — semplici stampi in argilla entro cui viene colato l’alluminio fuso — nascono i primi gioielli No War Factory. L’alluminio è ipoallergenico e nichel free. Ogni pezzo è unico, irriproducibile industrialmente.

I rottami utilizzati provengono da esplosioni in tempo di guerra o da detonazioni controllate da professionisti come il Mines Advisory Group (MAG) e APOPO, la ONG belga che addestra ratti giganti per la bonifica dei terreni.

Bambini laotiani che giocano in sicurezza in un campo bonificato vicino al loro villaggio
Grazie al lavoro di sminamento, sempre più bambini laotiani possono giocare in sicurezza nei campi vicino ai loro villaggi.

Gli effetti delle mine sulle comunità e l’aiuto di Sons of Mine

Le mine impediscono alle persone di accedere all’acqua, al cibo, ai servizi sanitari. Limitano la libertà di movimento, impediscono ai bambini di andare a scuola. Per rispondere concretamente, Massimo e Serena hanno fondato l’associazione no profit Sons of Mine: ogni anno raccolgono donazioni per progetti di aiuto concreto nei villaggi rurali del Laos.

“In questi anni abbiamo costruito una scuola con sanitari nel villaggio di Katang Xieng. Ogni anno realizziamo progetti di approvvigionamento di acqua potabile attraverso l’acquisto e la distribuzione di filtri per la potabilizzazione.” — Massimo Moriconi

Il Trattato di Ottawa del 1997 ha bandito l’uso, la produzione, lo stoccaggio e la vendita di mine antiuomo. Oggi 164 paesi lo hanno ratificato — ma molti altri no.


Scopri i gioielli nati da questa storia

Ogni acquisto No War Factory sostiene direttamente gli artigiani di Ban Naphia e l’acquisto di filtri per l’acqua potabile nei villaggi più bisognosi:

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No War Factory è un brand italiano di gioielli artigianali etici realizzati a mano in Laos con alluminio riciclato da ordigni bellici. Ogni acquisto sostiene le comunità locali e l’acquisto di filtri per l’acqua potabile nei villaggi più bisognosi.

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